S. Adalberto e S. Stanislao

S. Adalberto  nacque circa nell’anno 956 a Lubice in Cechia. Suo padre era  capo di una famiglia potente, imparentata con la dinastia sassone regnante allora in Germania. Anche sua madre veniva da una famiglia eminente, imparentata con la dinastia Ceca.

Adalberto era penultimo di sette figli ed era destinato a diventare cavaliere; alla fine però fu destinato allo stato ecclesiastico. All’età di 27 anni  diventò il primo vescovo di Praga e della Cechia, però la condizione della Chiesa, che era stato chiamato a  dirigere era molto difficile. Il clero ed i notabili ignoravano apertamente i Suoi precetti;  la poligamia imperava, non si osservavano  le Feste religiose né  i digiuni, i religiosi si sposavano apertamente.

Vedendo che i suoi ammonimenti venivano ignorati, S. Adalberto dopo cinque anni di governo lasciò nel 988 la sua capitale e  si recò andando a Roma, dal Papa, per chiedere di essere esonerato dall’incarico episcopale. Papa Giovanni XV concesse ad Adalberto il permesso solo per un riposo temporaneo durante il quale Adalberto compì un pellegrinaggio in  Terra Santa.

Dopo il suo ritorno a Roma, persuaso da S. Nilo, decise di entrare  nell’ordine dei monaci benedettini a Roma. Nel  992 dovette tornare a Praga; comunque a causa del contrasto con una delle famiglie notabili ceche, contro la quale scagliò un anatema per omicidio rischiando per questo la vita, dovette  fuggire di nuovo e segretamente tornò di nuovo a Roma. Dopo la morte del Papa il successivo sinodo dei Vescovi gli ordinò di tornare in Patria, ma i Cechi non vollero accettarlo.

In conseguenza di ciò,  con l’approvazione dell’Imperatore  Ottone III,  decise di andare in Polonia per dedicarsi all’attività missionaria. Il re polacco Boleslao Chrobry lo accolse volentieri  e,  a richiesta di S. Adalberto,  organizzò una spedizione missionaria in Prussia. Adalberto fu accompagnato da suo fratello,  Radzim, e dal traduttore della  lingua Prussiana, il suddiacono Benedetto Bogusz.

Il 23 aprile 997 una folla armata di Prussiani  circondò i tre missionari. S. Adalberto fu trafitto con una lancia e decapitato; la sua testa fu poi messa su un palo. Al momento della morte s. Adalberto aveva 41 anni. I due missionari rimasti furono lasciati liberi; i Prussiani  proposero al re polacco di pagare un riscatto per il corpo di Adalberto e Bolesław Chrobry portò solennemente il corpo del Santo  a Gniezno,  allora capitale della Polonia.

L’Imperatore Ottone III, dopo aver saputo della morte da martire del suo amico informò subito il Papa chiedendo di canonizzare Adalberto. Questa fu la prima canonizzazione nella storia della Chiesa annunciata dal Papa, perché fino allora la canonizzazione veniva dichiarata dai vescovi locali.

A marzo del 1000 l’ImperatoreOttone III fece un pellegrinaggio alla tomba di s. Adalberto a Gniezno. Allora -durante l’incontro con Bolesław Chrobry- fu  solennemente proclamata la provincia ecclesiastica di Gniezno con le Sue diocesi dipendenti di Cracovia, Kołobrzeg e Wrocław.

S. Adalberto è uno dei tre patroni principali della Polonia – oltre alla Madonna di Częstochowa, Regina della Polonia e a s. Stanislao da Szczepanów.

Luoghi in Polonia legati a s. Adalberto:

-  Gniezno: Basillica del Primato Santuario di s. Adalberto (http://www.archikatedra.com/)

 

S. Stanislao nacque circa nell’anno 1030 a Szczepanów, vicino a Cracovia. Compì suoi primi studi a casa, poi probabilmente studiò nel convento  benedettino di Tyniec e nella famosa scuola cattedrale a Leodium (oggi Liegi) in Belgio. Fu  ordinato sacerdote nel 1060 e 10 anni più tardi nominato vescovo di Cracovia.

Il suo grande successo fu quello di aver convinto il papa Gregorio VII a ricostituire la provincia ecclesiastica di Gniezno e con ciò a stabilire l’indipendenza delle diocesi polacche dalla provincia di Magdeburgo. Stanislao si fece conoscere come un pastore non solo zelante, ma anche intransigente e senza compromessi,  cosa che lo condusse al conflitto con il re polacco Bolesłao l’Audace.

Le cause precise della loro lite non sono conosciute però, secondo la tradizione, la causa diretta furono i rimproveri che invano di Stanislao manifestò al re per il suo comportamento improprio verso i suoi sudditi ed anche per lo scandalo che Bolesłao  diffondeva pubblicamente.

Una dichiarazione cosi aperta fu un atto di grande coraggio da parte di Stanislao perché  sapeva quali potevano essere le conseguenze di tali atti.  Chiamato davanti alla corte del re non si presentò  perché non glielo permetteva il diritto canonico; il Re allora lo condannò ingiustamente a morte.

L’ 11 aprile 1079 re Bolesłao  andò in chiesa a Skałka e durante la Santa Messa uccise il vescovo con un colpo in testa, poi ha ordinò di squartare il suo corpo. Nonostante l’usanza di allora di distruggere il cadavere del condannato, i clerici lo seppellirono con reverenza il corpo di Stanislao nella chiesa a Skałka, fatto che mostra il rispetto di cui godeva Stanislao. Alla notizia di un assassinio cosi mostruoso del vescovo tutto il popolo si ribellaò contro il Re, e Bolesłao l’Audace, abbandonato da tutti, fu costretto ad andare in esilo e non tornò mai più.

Nel 1088 le reliquie di  S. Stanislao furono trasferite nella cattedrale di Cracovia. L’8 settembre 1254 fu canonizzato, e nel 1963 papa Giovanni XXIII dichiarò s. Stanislao patrono della Polonia.

Luoghi in Polonia legati a s. Stanislao:

- Cracovia: Cattedrale di Wawel, dove si trova il sarcofago del Santo (http://www.katedra-wawelska.pl/),

Basilica di s. Michele Archangelo e s. Stanislao a Skałka (http://www.skalka.paulini.pl/).